Comune di Revine Lago (TV)

dove mi trovo :   Storia  -  Borghi ed edifici

Borghi ed edifici rilevanti:
Itinerario storico monumentale

Il paese di Revine - Foto Stefano De Noni.
Il centro storico di Revine si estende sulla pendice meridionale delle Prealpi Venete. Tra gli edifici spiccano il campanile della chiesa parrocchiale (1612/13) che ha subito nel corso degli anni una sua evoluzione architettonica, il Santuario di S. Francesco da Paola (1700) ed ancora più su il castello di monte Frascone del sec. XIII le cui mura sono anteriori al XIII secolo.
Esso fu distrutto nel 1282-3 da Bialo e Gelo conti di S. Martino, che per questo furono scomunicati dal vescovo di Ceneda.
 
Il Castello di Monte Frascone a Revine - Foto Stefano De Noni.
Alcuni elementi dell’edificio sono originari, come le varie opere difensive (feritoie, finestre ad arco e spingarda di fattura seicentesca), il pozzo posteriore (fatto costruire nel 1688 dall’allora parroco Don Cumano che ottenne dal vescovo il permesso di risiedervi) ed i nove archinvolti. Il santuario di S. Francesco da Paola è una costruzione di epoca settecentesca e di forme barocche semplici.
Anch’esso fu voluto da Giovanni Domenico Cumano, parroco di Revine dal 1676 al 1719, che era particolarmente devoto a questo santo di cui è rara la devozione nelle nostre zone ed in tutta l’Italia settentrionale.
 
Il Santuario di S.Francesco a Revine - Foto Stefano De Noni.
All’interno vi si trova una piccola ma significativa pinacoteca che raccoglie varie opere dipinte da autori locali ma di buona qualità come Francesco da Milano, Mattia Cremls, Tacco, Egidio Dall’Oglio. Di particolare interesse sono anche gli affreschi di Francesco Da Re che si trovano in una delle stanze sopra la sacrestia e rappresentano i cinque misteri gaudiosi.
La discesa in paese passa attraverso il borgo di Pont de Mel, sul bordo del torrente Grava, situato nella parte più alta del paese. La strada che scende, per il suo dislivello, fu per anni luogo di divertimento nelle fredde giornate invernali quando veniva creata dai giovani una pista ghiacciata (sgezola) ottenuta bagnando la strada di sera perché ghiacciasse durante la notte.
Percorrendo la Via Maestra, si ha la possibilità di ammirare antichi portici (più di 50 in tutto il comune), piccoli borghi e case di pietra locale. La chiesa parrocchiale di S. Matteo apostolo, che si trova al centro del paese, racchiude diverse opere interessanti, tra cui una pala ed una tela attribuite ad Egidio Dall’Oglio, quattro tele secentesche di cui non si conoscono gli autori, alcune opere di M. Cremls, un autore nato nella prima metà del 600 in Austria ed una di F. Frigimelica. Alcune case di Revine hanno in facciata affreschi popolari con immagini sacre.
 
Le lame di Revine - Foto Stefano De Noni.
Sotto la strada Provinciale, alle lame, troviamo un lavatoio di epoca ottocentesca costituito da una vasca di raccolta dell’acqua sotto un tetto di legno poggiante su colonne di pietra. A fine ottocento fu munita di vasche laterali e di lavatoio e le donne vi si trovavano per fare il bucato (che nelle frazioni di S. Maria e di Lago invece si faceva nel lago). Per tutti era luogo di socializzazione ed inoltre l’acqua vi veniva attinta anche per uso domestico.
Sulle “prese”, fuori del centro storico, sorge un caratteristico borgo (Bridot) che ben testimonia un pezzo della architettura e della tradizione rurale. Ancora oggi è sede di una azienda agricola ed ospita, nella stalla occupata dalle bestie, degli affreschi seicenteschi.
Lasciando l’abitato di Revine e proseguendo per la strada vecia per S. Maria si giunge alle rovine di un romitorio di epoca seicentesca, un tempo dimora di un eremita.
 
Centro storico di S.Maria - Foto Stefano De Noni.
Nel borgo di S. Maria molti edifici mantengono intatte le loro arcaiche forme originarie. Tra i tetti di S. Maria spicca la storica chiesa, la più antica della zona, menzionata nel testamento di Sofia di Collalto, che nel 1170 la donò all’abate di Follina. Nella casa adiacente, indicata come la canonica, per qualche tempo avrebbe risieduto anche S. Carlo Borromeo, Abate Commendario di Follina. In chiesa si trovano un’opera cinquecentesca di Francesco da Milano (1502-1547) e due paliotti di Egidio dall’Oglio (1705-1784). All’esterno il grap (grata di protezione in ferro posta nel 1510) protegge dagli animali il terreno sacro che fu luogo di sepoltura.
Continuando verso ovest lungo una strada panoramica che costeggiando il bosco porta a Lago, sulla destra, si incrociano i ruderi della antica chiesa di S. Martino.
 
Il paese di Lago - Foto Stefano De Noni.
Lago è l’unica frazione del Comune che ha il centro storico nel fondovalle, per la gran parte edificato a sud della strada che attraversa la vallata. Attraverso i caratteristici accessi, stretti tra le case di pietra, denominati andreone, cal o và, si giunge in riva al lago.
Gli edifici di maggior rilievo che si affacciano sulla strada sono la vecchia canonica di origine settecentesca, la vecchia e la nuova chiesa di S. Giorgio, che contiene opere di Francesco da Milano e di Egidio Dall’Oglio, ed il campanile.
Da qui verso ovest, prima di arrivare all’abitato di Sottocroda, alla fine di Via Caiada, in località Soracol, si incontra l’antico lazzaretto (ora sede del gruppo Alpini). Presso la piazzetta del borgo sulla strada comunale, sulla facciata di una vecchia casa possiamo notare un affresco cinquecentesco raffigurante l’ultima cena assieme a motivi decorativi e figure dipinte.