Architettura locale
L’architettura storica rurale della Vallata è fortemente caratterizzata e complessivamente ben integrata con l’ambiente.
Essa si è mantenuta omogenea anche attraverso diverse epoche e testimonia una tradizione locale che si riflette nella forma degli edifici (nei materiali, nelle strutture, e nella distribuzione degli spazi).

Nei centri storici del paese è ben visibile il tipo edilizio della casa rurale che è alla base dell’architettura locale.
Essa è costruita rigorosamente in pietra locale ed è organizzata all’interno di un recinto su di un’area, il cortivo (corte collettiva), che ospita un’attività lavorativa di tipo agricolo.
Il corpo di fabbrica è disposto lungo uno o due lati del recinto e generalmente non ha affacci verso l’esterno.
L’abitazione è articolata su due piani di cui uno quello terreno, accoglie anche funzioni connesse con il lavoro.
Il primo piano è adibito a camere e fienile, il sottotetto è adibito a granaio (biaver).
Il collegamento fra i due piani è affidato ad una scala esterna in legno che immette su un ballatoio (piol), da cui si accede alle camere.
Quest’ultimo è l’elemento caratteristico di maggior spicco, quello cioè che permette più di ogni altro di definire la tipologia tipica della zona.
Il piano del piol è sempre realizzato in legno ed è costituito da una serie di travetti che reggono il tavolato. Il parapetto, che ha anche una funzione decorativa, è realizzato con piccole asticelle di sezione rettangolare. Le scale esterne che collegano il piano terra al piol hanno la caratteristica di avere i primi gradini in pietra ed i successivi in legno.
In un piccolo vano spesso sporgente rispetto al perimetro dell’edificio è situato il focolare (larin), generalmente posto al centro e circondato da una panca, in modo da creare quello che anticamente era il fulcro della vita domestica.
Il cortivo che è parte integrante della costruzione è di dimensioni variabili. Nella casa monofamiliare è di piccole dimensioni ma diventa in certi casi uno spazio che è riconducibile alla borgata con la disgregazione della famiglia patriarcale quando la costruzione diventa plurifamiliare. Il cortivo così da spazio di proprietà privata diventa spazio consortivo, comune a più famiglie.
I vari edifici si componevano secondo schemi e criteri predefiniti.
Uno di questi è l’aggregazione ad O, o a corte chiusa, in cui gli edifici si sviluppano attorno alla corte primitiva fino a chiudere tutti i lati, con accesso tramite un sottoportico.
Altra forma di aggregazione è quella a pettine formata da un corpo parallelo alla strada da cui si diramano altri corpi perpendicolari ad esso per una lunghezza che non supera i 20-30 m..
La terza tipologia è quella a schiera che nasce inizialmente come struttura a pettine e si sviluppa nelle zone periferiche dove è possibile una maggiore estensione.