Comune di Revine Lago (TV)

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La nostra storia

Panoramica di Revine Lago - Foto Stefano De Noni.
I numerosi rinvenimenti di reperti archeologici (resti di villaggi palafitticoli, punte di freccia, ceramiche…) nelle nostre zone testimoniano la presenza dell’uomo già dal Neolitico Tardo al Bronzo Medio (cioè dal 4000 al 1500 aC.).
Dal IV al II secolo aC. la zona fu invasa dalle tribù celtiche provenienti dal Friuli e conquistata nel II secolo aC. dai Romani che dominarono fino al V sec. dC..
Prima della caduta dell’Impero Romano la zona venne occupata dai Goti, poi dai Franchi d’Austria e nel 568 dai Longobardi di cui rimangono i resti della chiesa di S. Martino a S. Maria, questi era un santo da essi assai venerato in funzione antieretica.
Alla caduta del Regno Longobardo (773), nel Medioevo (774-1337), il territorio di Revine Lago e la zona di Ceneda, divenuti feudi, vennero assegnati al Vescovo Conte, feudatario dell’impero, che governò direttamente su Revine, mentre Lago passò sotto il dominio dei Da Camino.
Importante è ricordare che nel nostro territorio vigeva l’organizzazione regoliera. Questo istituto di autogoverno e di razionale sfruttamento del territorio affonda le sue radici attorno al 1000 e rimane vitale fino al periodo napoleonico.
Successivamente, la zona di Serravalle passò sotto i veneziani il cui dominio durò fino al 1790, quando la Serenissima stremata da lunghe guerre, decise di mantenersi neutrale nel conflitto in atto tra Napoleone e l’Austria, pur consentendo ad entrambi gli eserciti il passaggio nei suoi territori.
All’arrivo di Napoleone nel Veneto, molti cittadini, sperando in un governo democratico simile a quello francese, lo accolsero benevolmente.
Napoleone però ripagò la loro fiducia cedendo nel 1797, col trattato di Campoformio, la Repubblica di Venezia all’Austria, il cui territorio comprese anche le zone di Revine e Lago che diventarono provincia dell’Impero Austro-Ungarico.
Nel 1805, le nuove vittorie dell’esercito francese consentirono a Napoleone di riappropriarsi del territorio veneto che andrà a far parte del regno d’Italia (pace di Presburgo), questo regno però ebbe vita breve.
Infatti, già nel 1813 il trattato di Presburgo e di Vienna vennero cancellati e nel 1815 venne redatto il documento finale del congresso di Vienna che sancisce la sovranità dell’impero austriaco sul regno d’Italia.
Durante i cinquant’anni di occupazione austriaca, l’assetto del nostro territorio mutò in continuazione, fino all’unificazione del territorio veneto al Regno d'Italia, avvenuta nel 1866, in seguito alle vittorie militari del Regio esercito italiano.
Un fatto di grande rilievo, dopo l’annessione allo Regno italiano, avvenne nel 1868 quando in obbedienza ad un Regio Decreto , i paesi di Revine e Lago, con S. Maria e Sottocroda, si unificarono andando così a costituire il Comune di Revine-Lago.
Successivamente, durante la grande guerra 1915/18, dopo Caporetto, il Comune subì il peso diretto dell’occupazione militare tedesca, che portò questa zona in prima linea dalla battaglia del Solstizio a quella di Vittorio Veneto.
Di fondamentale importanza fu, durante la seconda guerra mondiale la nascita della Resistenza. I gruppi di partigiani di Revine e di Lago si riunirono in diverse brigate (Tollot, Mazzini, Nannetti) e lottarono coraggiosamente contro l’occupazione nazifascista per la libertà.
Il paese ha versato un tributo di sangue alla lotta per la libertà ed ancora si ricorda con commozione il martirio di un ragazzo diciottenne, Ermando Grava (Rosa), torturato e poi ucciso tra indicibili sofferenze sotto gli occhi della madre.