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I Laghi

I laghi di Revine
Il Comune di Revine Lago giace quasi totalmente sul versante meridionale delle Prealpi trevigiane che è solcato profondamente da una serie di incisioni scavate da torrentelli temporanei che si gettano nei laghi o nella Tajada (canale artificiale che funge da emissario).
Il fondo vallivo è occupato da due laghi separati da una stretta striscia di terra. I laghi sono il risultato della deglaciazione di Wurm (avvenuta circa dal 30.000 al 13.000 a.C.).
Originariamente il lago era unico e tale rimase fino ai secoli XIII-XIV, attorno c’era terreno paludoso.
Probabilmente all’inizio del secolo XV, l’area più occidentale fu drenata e recuperata all’agricoltura con lo scavo del canale Tajada (1410-1430) sfociante nel Soligo.
Dopo lo scavo rimasero solo il lago di Soller (bonificato nel secolo XVIII) ed il lago di Lago. Le attività agricole ed il riporto fluviale diminuirono continuamente la superficie di quest’ultimo, tanto che, verso la metà dell’ottocento, si formarono due bacini continuamente sottoposti a fenomeni di esondazione per cui vennero ulteriormente approfonditi la Tajada (1878) ed il canale barche che collega i due attuali laghi (1923).
Attualmente i due bacini sono il lago di S. Maria ad Est (lunghezza max 1050 m, larghezza 200-500 m, profondità media 6.5 m) ed il lago di Lago ad Ovest (lunghezza 1200 m, larghezza 300-500 m, profondità media 8 m). Essi si trovano ad una altitudine di 224 s.l.m..
Entrambi sono di limitata estensione e sono separati da una zona paludosa larga 200-300 m tagliata da uno stretto canale di comunicazione (canale delle barche).
L’origine dei laghi va individuata negli eventi accaduti nel corso dell’ultima era glaciale.
 
I laghi di Revine
Una diramazione del grande ghiacciaio del Piave scendeva dalla Val Lapisina per poi espandersi a sud di Vittorio Veneto formando l’omonimo anfiteatro; a monte di Serravalle un ramo minore si dirigeva ad Ovest imboccando e percorrendo la Vallata. Temporaneamente tale ramo veniva alimentato anche da trasfluenze glaciali provenienti dalla Val Belluna attraverso il Passo di S .Boldo, Praderadego e Passo della Scaletta.
Lo sbarramento di origine morenica di Gai impediva alle acque di questo antico lago di defluire verso ovest. Anche lo sbocco verso Sud era impedito non essendo ancora aperta l’incisione di Serravalle. Successivamente, la progressiva incisione delle acque della morena di Gai, abbassò il livello del grande lago.
Anche la frana di Magnadèr a Revine, che sembra si sia staccata infatti a più riprese dalla soprastante zona delle crode circa 10.000-12.000 anni fa, potrebbe aver contribuito a far assumere alla valle la forma di catino che si trasformò in un bacino lacustre.
L’ecosistema del lago poggia su un equilibrio delicato, facile ad essere turbato per cause naturali o per mano dell’uomo.
Attorno ai laghi troviamo gli alberi e gli arbusti tipici delle zone umide che comprende le code di gatto (typha latifoglia), i giunchi (scirpus lacustre) e le canne palustri (phragmites communis) assieme al salice bianco (salix alba). Le zone paludose che circondano i laghi hanno la funzione di filtro, frenano infatti gli apporti di materiale terroso.
Nell’acqua più profonda, la vegetazione è di tipo galleggiante e vi si trovano abbondanti la nymphaea alba, la nuphar luteum e talora la più rara ottonia palustris.
Il lago di S. Maria è il più fragile del sistema, sia per il suo volume inferiore a quello di Lago, sia a causa del minor ricambio d’acqua che in tempi recenti era affidato alle sole sorgenti sotterranee. Queste sono individuabili d’inverno quando le polle d’acqua sono visibili sul lago ghiacciato dove l’acqua non gela.
Negli ultimi anni queste sorgenti sembrano essersi ostruite, forse anche a causa dell’apporto terroso dei torrentelli che si formano durante il periodo piovoso ed a causa della scomparsa della zona di decantazione.
Il lago di Lago ha una situazione più favorevole per l’apporto temporaneo del torrente Piaveson, notevole sorgente carsica temporanea che ne consente una maggior ossigenazione, con il ricambio delle acque.
Come già ricordato e concludendo, attualmente da un punto di vista idrologico, il Lago di S .Maria scarica le acque nel Lago di Lago che mediante La Tajada contribuisce a Follina a dar origine assieme alla sorgente di S. Scolastica, al fiume Soligo. Il suo emissario è la Tajada, questo canale regola il livello dell’acqua dei laghi nei momenti di piena ed è interessante per la sua flora e la fauna che è tipica dei luoghi umidi, paludosi e torbieri.