Prima dell’apertura delle strade che collegano il fondovalle con la Valbelluna, il passaggio era assicurato da alcune mulattiere (tragoi) che, ripristinate di recente dalle amministrazioni pubbliche, costituiscono itinerari di notevole interesse storico, culturale e paesaggistico.
La strada delle “muse” (slitte in legno trainate a mano ed utilizzate per il trasporto a valle di fieno e legname) sale da Revine fino al Pian delle Femene (luogo che prende probabilmente il nome dal fatto che era centro di raduno delle donne in attesa dei mariti al ritorno dal lavoro nelle zone vicine).
Le muse erano gli unici mezzi di trasporto utilizzabili su queste montagne dato che non ci si poteva permettere i muli.
Le slitte da carico per millenni sono state un valido ed indispensabile aiuto alle fatiche di contadini e montanari. Esse erano utilizzate in qualsiasi stagione ed a differenza di quelle costruite nella parte settentrionale della provincia di Belluno sono di struttura più resistente e complessa, probabilmente perché si usavano meno spesso sulla neve.
La vecchia strada in qualche suo tratto lascia intravedere sotto il morbido strato di foglie che la ricopre qualche grossa pietra (lastra) che ne costituiva e ne costituisce la tipica pavimentazione, scavata nel tempo dal passaggio dei pesanti carichi che slittavano sui pattini (magon), dando origine a dei solchi paralleli. Solo così poterono avvenire gli scambi commerciali con la Valbelluna ed il trasporto sino in paese di ciò che la montagna poteva offrire in cambio di quotidiane e silenziose fatiche.
Il percorso si inerpica dall’abitato di Revine lungo il versante boscato, lambisce il castello di Monte Frascone fino a Castena Maor i cui ruderi testimoniano la presenza di una fortificazione Longobarda posta a difesa del passo. Della torre di avvistamento rimangono i resti dell’alto muraglione perimetrale e del poderoso basamento.
Sempre da Revine parte un altro interessante sentiero che percorrendo il versante opposto a quello del troi delle muse ci porta ugualmente fino al Pian delle Femene: la “strada dei cavai”, così chiamata perché sistemata ed allargata dalle truppe napoleoniche ed utilizzata per il passaggio della cavalleria.
Dal Pian delle Femene sono possibili escursioni in quota fino al Monte Cor (m. 1322), Col de Poiatte (m. 1344) e ad ovest fino al passo S. Boldo superando il monte Cimone.
Al Pian delle Femene arrivano inoltre i percorsi dalle valli di Limana e Trichiana ed una strada sterrata collega la provinciale che sale da Revine alla località La Posa dove troviamo una caratteristica lama molto ben conservata ed uno spazio di sosta attrezzato dalla Comunità Montana delle Prealpi. Il panorama da un lato sulle Dolomiti e dall’altro sulla pianura fino al mare e sui laghi sottostanti da solo giustifica una gita. La discesa a valle è qui possibile percorrendo la così detta “strada della Posa” fino a Sottocroda. Si tratta di una bellissima strada silvo pastorale consigliata agli appassionati di mountan bike.
Attorno ai laghi si snodano numerosi sentieri di recente realizzazione che costituiscono la meta di numerosi visitatori durante tutta la bella stagione.
Dall’area verde di Santa Maria (dove si trovano un ampio pontile in legno e giochi per i ragazzi), posta nelle vicinanze del Municipio, parte un percorso naturalistico che segue la sponda dei due laghi e consente di raggiungere il “Lido”, piccola e caratteristica spiaggetta attrezzata posta a valle del centro storico di Lago. Da qui si può continuare verso ovest fino a raggiungere la Tajada (fiume Soligo); un ponte il legno ci permette di oltrepassare il canale e di dirigerci, percorrendo delle strade sterrate di campagna, verso le borgate di Fratta e Colmaggiore in Comune di Tarzo.
Altro collegamento possibile e consigliato è quello con Cison di Valmarino che può essere raggiunto seguendo i segnavia bianco-blu che contraddistinguono la “Via dell’Acqua”.